Fondazione Baruchello
Fondazione Baruchello

Connect - Disconnect

5 giorni_5 ospiti

15-19 maggio 2017

Ore 16.00 – 19.00 (tutti i giorni, dal lunedì al venerdì) 

 

Dal 15 al 19 maggio 2017 la Fondazione Baruchello presenta il progetto Connect_Disconnect: cinque giorni di incontri concepiti come una lunga performance a più voci aperta alla partecipazione del pubblico.

Luciana Castellina (Roma, 1929), Domenico Chianese (Napoli, 1948), Giovanni Jona Lasinio (Firenze, 1932), Camilla Miglio (Bari, 1964) e Antoni Muntadas (Barcellona, 1942) a partire da prospettive diverse inviteranno a immaginare nuovi intrecci tra linguaggi, storie, geografie, sistemi, affrontando ognuno, ogni giorno, casi di studio o argomenti particolari specificamente scelti. 

La questione della connessione, (del connettere, della connettibilità) sembra essere oramai divenuta centrale e quasi sinonimo di società contemporanea, di transiti e flussi. Connettere è tuttavia un termine che deve essere analizzato nuovamente. Il progetto tenta questa indagine e pone la connessione in relazione al suo apparente contrario: la disconnessione come pratica di svincolamento, rottura, recupero di spazio e tempo, possibile controtendenza dalla quale ripensare il desiderio e la necessità di stabilire nessi, semmai imprevisti. In un’epoca contraddistinta dalla paura, dal pericolo di nuove forme di conflitto mondiali e in cui si decide la costruzione di nuove barriere e di confini tra nazioni, provare a ripensare la relazione Connect_Disconnect costituisce una possibilità per avere altre chiavi di lettura del nostro presente. 

 

Lunedi 15 maggio

Dove va questa Europa?

Luciana Castellina, giornalista e scrittrice

 

Martedì 16 maggio

Tra il dentro e il fuori

Domenico Chianese, psicoanalista

 

 

Mercoledì 17 maggio

L’asimmetria e la vita: un problema aperto

Giovanni Jona Lasinio, fisico

 

Giovedì 18 maggio

Celan e Bachmann: Geopoetica della disconnessione (L'Est sulla Senna, la Boemia sul mare)

Camilla Miglio, germanista

 

Venerdì 19 maggio

La costruzione della paura (The Construction of Fear)

Antoni Muntadas, artista

 

 

Biografie

Luciana Castellina, nata a Roma nel 1929, è una politicagiornalista e scrittrice italiana, parlamentare, più volte eurodeputata, presidente onoraria dell'ARCI dal 2014, autrice di numerose pubblicazioni. Tra i suoi libri più recenti, ricordiamo Il cammino dei movimenti (2003), Cinquant’anni d’Europa. Una lettura antiretorica (2007), Eurollywood (2009), La scoperta del mondo, (2011), Manuale antiretorico dell'Unione europea. Da dove viene (e dove va) questa Europa (2016). 

Domenico Chianese, nato a Napoli, vive a Roma, dove esercita la professione di medico psichiatra e psicanalista. Dal 2001 al 2005 ha ricoperto l’incarico di Presidente della Società Psicoanalitica Italiana e si è dedicato alla scrittura di libri, poi tradotti anche in lingue straniere. Tra questi, Costruzioni e campo analitico (Borla, 1997), Un lungo sogno (Angeli, 2006), Immaginando (Angeli, 2010) e Per un sapere dei sensi (Alpes, 2012) scritti insieme ad Andreina Fontana; infineCome le pietre e gli alberi (Alpes, 2015). 

Giovanni Jona-Lasinio, nato a Firenze nel 1932, è un fisico italiano, pioniere della ricerca teorica sulla rottura spontanea di simmetria e noto per aver dato il suo nome al modello di Nambu – Jona-Lasinio; a lui si deve la prima teoria che permette di studiare i cambiamenti di un sistema fisico in prossimità di una transizione di fase. Ha svolto, negli anni, attività di didattica e studio nelle più prestigiose università e centri di ricerca, tra cui l’Università di Chicago (1959-60), il CERN (1964-65), il MIT (1965-66), l’Institut des Hautes Etudes Scientifiques (1980-81), l’Université Pierre et Marie Curie (1983-84). Dopo un primo insegnamento presso l’Università degli studi di Padova, nel 1974 diviene professore di metodi matematici della fisica all'Università "La Sapienza", ruolo che ricopre ancora oggi. Negli ultimi dieci anni Jona-Lasinio si è dedicato alla ricerca sui sistemi non in equilibrio ed è per questi importanti studi che gli è stata assegnata nel 2013 la medaglia Boltzmann, il massimo riconoscimento nel campo della meccanica statistica e uno dei maggiori premi in fisica.

Antoni Muntadas, nato a Barcellona nel 1942, vive e lavora a New York a partire dal 1971. Dopo studi di ingegneria e architettura, Muntadas ha optato per l’arte, diventando prima ricercatore e poi insegnante al Center of Advanced Visual Studies del MIT, a Cambridge. Nel corso della sua carriera di artista ha ricevuto premi e riconoscimenti importanti e le sue opere sono state esposte in numerosi musei tra cui il MoMa, il Berkeley Art Museum, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid e il Museu d’Art Contemporani di Barcellona. Muntadas ha, inoltre, partecipato ad esposizioni e fiere internazionali come la VI and X edizione di Documenta a Kassel (1977, 1997), la Biennale d’Arte Americana a Whitney (1991), la 51esima Biennale di Venezia (2005), e altri prestigiosi eventi lo hanno visto coinvolto a San Paolo, Lione, Taipei, Gwangju e Havana.

 

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