2018

Agricola Cornelia S.p.A., Sulla coltivazione di un luogo ideale
11.12.2018 - 8.2.2019

A venti anni dalla nascita della Fondazione Baruchello, la mostra Agricola Cornelia S.p.A. presenta per la prima volta l’idea e gli esiti di quello che è stato uno dei lavori più significativi di Gianfranco Baruchello, un progetto artistico, economico, zootecnico e agricolo, divenuto poi la base ideale della Fondazione stessa.

Nel 1983, raccontando l’esperienza di questa lunga attività (1973-1981) che aveva cercato di conciliare l’arte con l’agricoltura e la zootecnia, Baruchello parlava di tutto quello che sarebbe stato arte: arte come soddisfazione di bisogni primari, “patate” che si sarebbero potute regalare a tutti, arte, dunque, come utopia, azione politica e poetica allo stesso tempo. Con la nascita della Fondazione, l’idea fu traslata nella donazione stessa di opere e beni da porre alla base di un’impresa culturale. Non più coltivazione di ortaggi, grano, barbabietole, ma la più metaforica “coltivazione” di idee, di azioni da svolgere, formazione e risorse per le più giovani generazioni, è diventata la premessa concreta e pratica della Fondazione.

Dal 1998, attraverso un’attività che ha privilegiato la realizzazione di seminari condotti da artisti, conferenze, convegni, mostre, eventi performativi, pubblicazioni, la Fondazione ha costruito una piattaforma per il dialogo, lo scambio di idee, la ricerca. Artisti, filosofi, storici dell’arte, studiosi hanno collaborato negli anni e partecipato con proposte e spunti per la creazione di un patrimonio di pensiero dinamico, sempre rinnovato e che per la Fondazione costituisce la ragione stessa della sua azione.

Archivio dei cinque cuori e altri archivi
30.1 - 08.6.2018

L’archiviazione, la classificazione, la compilazione di elenchi sono azioni da sempre al centro dell’attività di Gianfranco Baruchello. Se da una parte il continuo catalogare e creare inventari è un tentativo di dare ordine a materiali di diversa provenienza, questa modalità è soprattutto un sistema mentale che torna all’interno sia della sua pittura, sia negli oggetti e nelle installazioni. Per riflettere e lavorare sull’idea e la pratica dell’archiviare, la Fondazione ha deciso di trasferire una selezione di tali documenti nella sede in Via del Vascello, 35 a Roma. Come dimostrare che l'archivio non è l'esito, ma una pratica quotidiana di avvicinarsi a immagini e parole, riferite sia al proprio lavoro sia ad altri fonti? Come presentare al pubblico materiali eterogenei, perlopiù poi confluiti in opere o progetti pubblicati? Avendo tentato più volte, in date diverse,  di raccogliere  in un unico grande “contenitore” immaginato talvolta come “libro dei libri” altre come archivio di archivi più piccoli, materiali, idee, immagini proprie o prelevate dalle fonti più diverse (dalla televisione, a enciclopedie, a giornali , cataloghi, riviste, etc.) le metodologie utilizzate sono state l’elenco, l'ordine alfabetico e, la fotocopia per riprodurre velocemente e con “perdita della  qualità” originaria, una molteplicità di dati di suo interesse. All’interno degli spazi della Fondazione sono presentati attraverso film, oggetti, immagini fotografiche, una serie di documenti e progetti realizzati nel corso degli anni come: Leftovers(1975), alcuni esempi di Foto di foto (1975) e film tra i quali A partire dal dolce/doux comme saveur/il dolce come sapore (1979), Quaranta immagini (1996), Quanto (1999) e Ars memoriae (2009).

Felice Cimatti in conversazione sull'archivio dei cinque cuori

Nell'ambito del progetto "Archivio dei cinque cuori e altri archivi" sono ospitati una serie di incontri a partire da alcuni termini ricorrenti nella ricerca di Baruchello. ATTESA, DESIDERIO, DIARIO, ERRORE, LIMITE, OBLIO, PAROLA, PAURA, RUMORE, TAGLIO e TERRA, sono le parole chiave individuate dall'artista insieme a Felice Cimatti, docente di Filosofia del Linguaggio all’Università della Calabria, che costituiscono il punto di partenza di un ciclo di incontri aperti al pubblico. Ogni appuntamento sarà l’occasione per pensare nuovi intrecci tra linguaggi, storie, immagini, idee e per esplorare le potenzialità dell'archiviare documenti, fotografie e oggetti. 

PAROLA – Paolo Virno, Professore di Filosofia del Linguaggio all'Università di ‘Roma Tre’
ERRORE – Giovanni Garroni, Architetto
LIMITE – Francesca Iannelli, Ricercatrice presso l’Università di ‘Roma Tre’
DIARIO – Francesco Tedeschi, Professore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
OBLIO – Walter Procaccio, Psichiatra e Psicoterapeuta
TERRA – Paolo D’Angelo, Professore presso l’Università di ‘Roma Tre’
ATTESA – Tonino Griffero, Professore di Estetica presso l’Università di ‘Roma Due’
DESIDERIO – Manuela Fraire, psicanalista

 

Gianfranco Baruchello, Villa Arson - Nizza
10.3 - 27.5.2018

a cura di Nicolas Bourriaud
in  collaborazione con Fondazione Baruchello

Se Baruchello sembra così importante, e al contrario sottovalutato, è innanzitutto perché il suo lavoro offre un regime spaziale immensamente originale. E poiché il suo modo di frammentare il mondo, di dilatarlo all'infinito, risuona in un modo particolare nel nostro tempo: le opere di Baruchello rappresentano isole di pensieri, circuiti di forme, in breve esattamente ciò che si può vedere nei "viaggi-forma" degli artisti più interessanti della nostra nuova generazione. Un enorme affresco polverizzato in micro dettagli, il suo lavoro è come un attacco contro tutto, massiccio, continentale, autoritario: il suo frammentato processo di pensiero, composto da note e commenti al libro della modernità, offre una transizione duratura tra questa modernità e il mondo contemporaneo. Da quando la nostra era sembra finalmente pronta, possiamo rivedere il secolo con Gianfranco Baruchello.

Fuego frìo, Eugenio Ampudia

La Fondazione Baruchello presenta Fuoco freddo, una delle opere più iconiche dell’artista spagnolo Eugenio Ampudia. Ha cominciato a bruciare la libreria dell’ufficio del suo gallerista anni fa e poi, espandendosi, questa prima versione si è propagata in tutto il mondo: la biblioteca del Museo Reina Sofía di Madrid, la National Library di Singapore, la National Gallery di Amman, il Museo Carrillo Gil di Città del Messico, il Museo de Arte Contemporáneo di Oaxaca, il Centro de las Artes di Monterrey, NC-Arte di Bogotá e la Galleria Colnaghi di Londra. È ispirata all’idea del Manifesto Futurista di Marinetti che, come parafrasa Ampudia, suggerisce di bruciare le biblioteche perché le ceneri saranno il concime per nuovi semi. La mostra si inserisce in un progetto esteso di Eugenio Ampudia, a cura di Blanca de la Torre, nella città di Roma, organizzato dalla Real Academia de España a Roma e in collaborazione con altre istituzioni come il museo MAXXI, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. l’associazione Tevereterno e la Embajada de España a Roma. Questa installazione verrà esposta nella sede della Fondazione Baruchello durante il corso della mostra personale dell’artista, Un inferno comodo, nella sede della RAER, la Real Academia de España a Roma, e un intervento site-specific nel Tempietto del Bramante nel complesso dell’Accademia.

Gianfranco Baruchello, Mart - Museo d’arte moderna e contemporanea di trento e rovereto
19.5 - 16.11.2018

a cura di Gianfranco Maraniello
in collaborazione con Fondazione Baruchello

L’esposizione traccia un itinerario attraverso i principali nuclei di indagine dell'artista. Oltre ai celebri plexiglass e ai numerosi dipinti, spiccano oltre 200 disegni, la maggior parte dei quali inediti, alcuni lavori di grandi dimensioni e due opere realizzate per l’esposizione. Tema centrale nella ricerca di Baruchello, il sogno costituisce uno dei leitmotiv della mostra. Qui la relazione tra dimensione reale e dimensione onirica viene esplorata secondo una peculiare metodologia adottata tra l’artista e il curatore.

Figure di spago. Pratiche di narrazione
26.6 - 12.10.2018

a cura di Caterina Molteni

La mostra indaga la recente produzione artistica italiana attraverso il tema della narrazione e dello spazio di immaginazione che questa introduce. Concepita non solo come la capacità di produrre racconti, la narrazione è guardata come un modello di pensiero che riesce a scardinare modelli sistematici di verità e le categorie binarie dominanti. Il progetto presenta anche una selezione di libri e documenti dalle collezioni di Diego Bergamaschi e Marco Martini.

Artisti: Benni Bosetto, Giulia Cenci, Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Alessandro Di Pietro, Riccardo Giacconi, Diego Gualandris, Andrea Magnani, Nicola Martini

Figure di spago. Pratiche di narrazione, Giornata di studi
28.9.2018

Partecipano:
Carla Subrizi, Diego Gualandris, Caterina Molteni, Diego Bergamaschi, Valerio Mannucci, Simone Ciglia, Martina Maggi.

A partire dal progetto espositivo Figure di spago. Pratiche di narrazione, la giornata vuole concentrarsi sulla  recente produzione artistica italiana e sui nuovi  modelli di editoria artistica. La giornata di studi è articolata tra diversi interventi: ricerca artistica e pratiche di narrazione; l’immaginazione e la capacità oggi di produrre nuove storie, come obiettivo principale di indagine artistica e teorica;  la prima presentazione al pubblico di Fiabette di Diego Gualandris, illustrato da Alice Fiorelli e pubblicato da Altalena; la discussione attorno alla recente produzione artistica italiana e ad un nuovo modello di editoria artistica; il supporto e la diffusione di progetti di editoria indipendente. Una visita guidata della mostra con Caterina Molteni, è prevista all’interno della giornata.