Fondazione Baruchello
Fondazione Baruchello

2016

 

Carlo Gabriele Tribbioli | Open studio e incontro di chiusura della residenza

1 ottobre
 
Carlo Gabriele Tribbioli incontra il pubblico per raccontare il lavoro svolto nel corso della residenza tenutasi da giugno a settembre presso la Fondazione Baruchello.
Nel 2015 Tribbioli e Federico Lodoli, ricercatore il filosofia presso l'EHESS di Parigi, hanno realizzato il film Frammento 53(prodotto da Centre d'art Contemporain Genève, Ring Film e Federica Schiavo Gallery) centrato sulla ricerca compiuta in Liberia fra il 2011 e il 2014, basata sul confronto diretto degli autori con signori della guerra, guerrieri e combattenti locali coinvolti nella lunga guerra civile liberiana.
Nel periodo di residenza, Tribbioli ha lavorato a una fase successiva al film, dedicata all'elaborazione dei materiali d'archivio, di testo e fotografici, raccolti nel corso dei vari viaggi nel Paese africano e finalizzata alla scrittura di alcuni testi relativi a questa esperienza.
Durante l’incontro, l’artista mostrerà alcune parti del film, illustrando il percorso che ha portato alla sua realizzazione, i materiali di cui si è servito e ripercorrendo le tappe svolte dagli autori.
In occasione della 16a Quadriennale di Roma, Frammento 53 sarà presentato al Palazzo delle Esposizioni.

 

Leonardo Petrucci | The light hides the lights

15 luglio 2016

in collaborazione con Gianluca Masi
a cura di Emanuele Riccomi
 
 
The light hides the lights è un progetto pensato da Leonardo Petrucci per gli spazi della Fondazione Baruchello.
Si tratta di un evento che si svolgerà in un giorno, iniziando al tramonto per terminare nella notte. Per la mostra l’artista proporrà due interventi che si terranno nel giardino della Fondazione e all’interno di una delle sue strutture.
Per il primo, Petrucci, in collaborazione con l’astrofisico Gianluca Masi (fondatore del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma) e con il supporto del partner tecnologico UnitronItalia Instruments, realizzerà un punto di osservazione astronomica. Alcuni telescopi saranno posti nei pressi deIl luogo del mutamento (1989), una grande opera in alluminio di Gianfranco Baruchello pensata dall’artista non come un oggetto da guardare ma come un luogo da cui guardare. Petrucci, affascinato dall'idea di un'arte che non si pone come punto finale dello sguardo ma che diventa un percorso, uno strumento per la visione, invita il pubblico a guardare i corpi celesti da un'altra prospettiva, a osservare da vicino quegli elementi di cui si conosce l'esistenza ma con i quali non si è forse mai entrati veramente in contatto diretto.
Anche il secondo intervento di Petrucci nasce dalla volontà dioffrire la possibilità di cambiare il proprio punto di vista, pensando un'installazione in cui la luce invece di svelare, cela. Lavorando sull'illuminazione dell'ambiente circostante, l'artista proporrà una serie di opere dal carattere ambivalente, mostrando due modi diversi di percepire gli stessi elementi, lasciando al pubblico l’opportunità di fruirne in tutte le loro potenzialità.

 

Una visita alla Fondazione Baruchello

2 aprile

Intervista a cura di Elena Del Drago, Radio3 suite Questa intervista realizzata nel corso di una visita alla Fondazione Baruchello di Elena Del Drago, rientra negli incontri, interviste, brevi documentari, a cura di Rai Radio3, che seguiranno per un anno i progetti di Gianfranco Baruchello, artista dell’anno 2016 di Radio3.

 

Residenze d’artista 2016

Carlo Gabriele Tribbioli | giugno - settembre

Nel corso della Residenza, Tribbioli incontrerà curatori e giovani studiosi di arte e cinema per presentare il film Frammento 53, realizzato con Federico Lodoli e sviluppare alcune riflessioni sul rapporto tra arte, cinema, strategie del terrore e guerra nell’epoca della globalizzazione.

 

Massimo Bartolini | Leggere senza accenti

13 – 17 giugno 2016

Dal 13 al 17 giugno la Fondazione Baruchello ospita Massimo Bartolini. Nel corso della residenza l’artista ha pensato di dedicare tre giorni a un’idea che difficilmente avrebbe potuto realizzare a tempo pieno altrove. È  lo stesso Bartolini che alla domanda “Cosa farai in questi giorni?” ha risposto: “Penso che leggèrò. Il titolo della residenza si riferisce alla ambiguità della parola leggere scritta senza accenti:  lèggere ( quello che farò) e leggère vedi Treccani “leggèra (anche liggèra o leggièra o lingèra, e altre varianti) s. f. [dall’agg. leggero]. – Voce gergale per indicare sia la miseria, sia la categoria dei girovaghi, sia una compagnia di giovinastri, (…). L’accento di per sé è il picco, il segno minimo ma che sovrasta la parola e la sottomette ad un senso. Un refuso prepotente. La rimozione dell’accento produce nella parola una perdita di specificità che apre molteplici significati a innumerevoli opzionalità, e forse ad una libertà accompagnata dall’ uguaglianza”.